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Pedonalizziamo gli ambiti urbani della nostra memoria storica |
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di Defilippis Arch. Raffaele |
Cerignola.
La riscoperta dei luoghi di aggregazione, dal Teatro Mercadante, al Palazzo Coccia, a viale Roosevelt, rappresenta per tutta la società civile un'occasione che qualsiasi amministrazione non può perdere. L’argomento in esame è la strada denominata Roosevelt. Viale di indubbia qualità urbanistica per la naturale visione prospettica, accentuata dalla conformazione del tessuto urbano che genera l’asse principale, ha bisogno di essere ancora valorizzato. Valorizzare vuol dire consentire che le attività commerciali, oltre che chi ci abita e chi vi passeggia, possano usufruire della sua forte percorribilità, godendo dell’atmosfera che in qualsiasi stagione dell’anno offre. Creare una zona pedonale più ampia credo sia la soluzione più giusta. E’ importante che anche la nostra città abbia luoghi “slow”, nei quali il passeggio pedonale sui larghi marciapiedi alberati,quasi fossimo in un boulevard parigino, scandisca i tempi di vita quotidiana della città. Viale Roosevelt, per chi ha la fortuna di avere un’attività commerciale lì, rappresenta un volano per l’economia cittadina. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le attività di ristoro e di ristorazione lungo tutta la strada, non certo per la carreggiata aumentata. L’illuminazione urbana, il restyling della sezione stradale, dai marciapiedi alla pavimentazione in basolato, hanno consentito una migliore visibilità di un luogo esistente nell’impianto urbano e nelle sue architetture. I privati hanno poi colto con saggezza il valore storico dei loro immobili, cominciando un’operazione di restauro e pulitura dei propri edifici, perché laddove funziona l’urbanizzazione primaria e la qualità di luoghi è meritevole di attenzione, arriva in breve tempo l’interesse nel riportare uffici, studi professionali, boutique, bar, ristoranti, pizzerie in uno dei luoghi simbolo della città.
I timori e le ansie dei residenti con la riqualificazione del viale sicuramente hanno lasciato basito i più. Ma le ragioni di quest’ultimi non sono da trascurare. E’ chiaro che riscoprire una porzione di città ha creato scompiglio e confusione in chi era abituato a vivere in un luogo anche troppo tranquillo e forse per questo più pericoloso. Di questo però deve farsi carico non solo il nostro senso civico come cittadini, e mi riferisco al rispetto delle regole in materia di inquinamento acustico, ma ancora di più le amministrazioni che lavorano alla clemente nel far rispettare regole del buon vivere, attraverso un sistema di regolamenti, che credo tutti sarebbero pronti a discutere attorno ad un tavolo dai proprietari delle attività commerciali prima di tutto ai residenti e alla collettività. Dunque chiudere il traffico nei giorni della settimana di maggior passeggio ridurrebbe di molto il traffico dei veicoli e del rombare degli stessi a tutte le ore, non se ne parli nemmeno di asfalti fonoassorbenti.
L’unico vero grande impedimento ad una ipotesi di tale genere è rappresentata dalla viabilità esistente. Le vie di fruizione nel cuore del paese si chiamano Corso Gramsci, poi Corso Garibaldi - Roma, da nord a sud. Buona parte del corso Garibaldi e corso Roma è a senso unico, e sarebbe assurdo pensare diversamente. Chi sale da rione Sant’Antonio, per via Vittorio Veneto, è costretto a intraprendere il corso cittadino se vuol andare verso sud e quindi viale Roosevelt se intende proseguire verso ovest.
Credo che un’altra viabilità sia possibile. Intanto l’idea di “isola pedonale” solo nei giorni festivi consentirebbe comunque un deflusso veicolare quasi tradizionale, ma per chi da corso Gramsci volesse bypassare il corso potrebbe, invertendo qualche senso unico e rispettando la logica esistente di percorribilità della città, imboccare via Bovio, invertendone il senso, e proseguire per via Pavoncelli in modo da raggirare viale Roosevelt. La mia è certamente una idea, ma in ogni modo credo che si possa ampiamente discutere in merito. Viale Roosevelt come via Sparano a Bari o Corso V.Emanuele II a Foggia, con una novità: isola pedonale sì, ma quando serve. Oggi di fatto esiste già un’isola pedonale senza che nessuno l’abbia prevista o progettata. Serve fissare delle regole e restituire senso civico. Piazza Matteotti, viale Roosevelt fino a Palazzo Pavoncelli e al Piano delle Fosse, Palazzo Coccia e il corso Roma ad inquadrare il maestono Duomo cittadino. Ecco la nostra città, raccontata attraverso i luoghi che è bene custodire e riutilizzare in qualità di spazi aperti per la cultura cittadina e del Tavoliere. La città cresce ed è in continua evoluzione. Il progresso deve avanzare, ma attraverso i luoghi della nostra memoria collettiva.
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